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La propoli viene prodotta dalle api raccogliendo la resina dagli alberi e mescolandola con le secrezioni delle loro ghiandole. Le api trasportano la propoli nell’alveare tramite le cestelle presenti sulle zampe posteriori, nello stesso modo in cui trasportano il polline. Nell’alveare, la propoli viene utilizzata principalmente in due forme diverse. La prima forma è più fluida ed è impiegata dalle api per rivestire le pareti dell’alveare e altri suoi componenti, svolgendo una funzione disinfettante. La seconda è più densa ed è utilizzata per sigillare fessure, crepe e altre imperfezioni strutturali, così come per restringere le aperture d’ingresso e ridurre le correnti d’aria, soprattutto durante l’inverno. Le api selvatiche la utilizzano per isolare la cavità del nido.

Un fatto curioso è che le api sono in grado di ricoprire con la propoli l’intero corpo di un intruso morto all’interno dell’alveare, bloccando il processo di decomposizione, quindi conservandolo in modo simile ad una mummificazione.

In italiano il termine “propoli” è largamente utilizzato; altre denominazioni tradizionali sono rare e poco diffuse. Grazie alle sue numerose proprietà benefiche sull’organismo umano, la propoli è un prodotto apistico molto conosciuto e richiesto.

Composizione della propoli

La composizione della propoli varia a seconda delle piante da cui le api raccolgono la resina, per questo esistono diversi tipi di propoli. Ha proprietà antinfiammatorie e analgesiche e, soprattutto, forti capacità antimicrobiche, ostacolando la crescita di funghi e muffe. La diversa composizione della propoli rende complesso il suo utilizzo medico, poiché è difficile da standardizzare. Una soluzione consiste nel lavorare grandi quantità di propoli provenienti da diversi apicoltori e analizzarne le proprietà quantitative e qualitative.

Quando è calda, la propoli diventa morbida e appiccicosa; al freddo, si irrigidisce ed è fragile. Si dissolve molto bene nell’alcool etilico, mentre in acqua è scarsamente solubile.

Raccolta della propoli

La propoli può essere raccolta dalle arnie principalmente in due modi:

- Sui telai del melario si trova spesso uno strato di propoli con cui le api sigillano lo spazio tra la stecca superiore del telaio e il coprifavo. Questo strato può essere facilmente raschiato con una leva o con un coltello, facendo attenzione a non contaminarlo con schegge di legno, resti d’api morte, cera o altre impurità;

- Un altro metodo prevede l’uso di reti a maglie fini. L’apicoltore pone una rete di plastica sopra i telai sotto il coprifavo; le api riempiono gli spazi delle maglie (di circa 2x2 mm) con la propoli. A fine stagione, la rete, ormai ben sigillata, viene rimossa e posta nel congelatore: la propoli solidificata si può staccare facilmente e conservare in un recipiente. È consigliabile introdurre queste reti già da aprile e rimuoverle dopo il nutrimento delle colonie. Dopo la raccolta, la rete va lavata per eliminare piccole impurità, lasciando solo la propoli grezza che, una volta asciutta, va conservata al buio in un contenitore chiuso.

Propoli grezza

La propoli grezza è utilizzata per lenire il mal di denti o per trattare le verruche, nonché per la produzione di tinture, gocce oppure in talismani. Nel caso delle verruche, un pezzetto di propoli viene ammorbidito su un cucchiaino sopra la fiamma e applicato direttamente sulla verruca, coperta poi con un cerotto impermeabile. Il trattamento va ripetuto se il cerotto dovesse staccarsi: la verruca progressivamente si riduce e cade senza essere né grattata, né tagliata, né incisa.

Tintura di propoli

Esistono numerose ricette per la preparazione della tintura di propoli. La propoli si scioglie meglio in alcool o in sostanze affini. Circa 100 g di propoli pulita, estratta dal congelatore, vengono macinati finemente con un macinacaffè elettrico; in mancanza di questo, si può semplicemente sbriciolarla mentre è ancora fredda. Alla massa ottenuta si aggiunge alcool con una concentrazione tra il 60% e l’85% (è possibile preparare una soluzione idroalcolica mescolando 500 ml di alcool a 95% con 50 ml di acqua bollita e raffreddata; è importante versare l’alcool nell’acqua, e non il contrario).

Secondo l’esperienza di molti apicoltori, la massima efficacia della tintura si ottiene lasciando in infusione per 2-5 giorni in un luogo buio, agitando la bottiglia almeno una volta al giorno per favorire la macerazione. Infine, la miscela si filtra con cotone, carta filtro o garza in piccole bottiglie. La tintura così preparata si utilizza sia per la disinfezione che per la prevenzione di varie patologie. Va conservata in bottigliette di vetro scuro, in un luogo fresco e lontano dalla luce.

Allergia alla propoli

È importante ricordare che circa il 5% della popolazione può essere allergico alla propoli, per cui è fondamentale avvisare preventivamente! Un semplice test consiste nell’applicare due o tre gocce di propoli sulla pelle nella piega del braccio e osservare se si manifesta una reazione. Nei soggetti ipersensibili possono comparire piccole vescicole pruriginose e, in alcuni casi, persino bolle: in questo caso occorre astenersi dall’utilizzare il prodotto. Se nessuna reazione appare, la propoli può essere usata senza preoccupazioni, rispettando sempre la regola della moderazione.

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