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Negli ultimi anni, anche nel nostro paese è cresciuto l'interesse per la produzione e la commercializzazione del polline d'api. Gran parte del polline raccolto viene utilizzato per l'allevamento industriale dei bombi, un utilizzo che ammonta a diverse decine di tonnellate all'anno. Una parte considerevole trova impiego anche come complemento proteico nell'alimentazione umana, mentre soltanto una piccola quantità viene usata direttamente nel settore apistico per favorire la crescita e lo sviluppo delle famiglie di api. Per questo motivo molti apicoltori hanno iniziato a guardare con sempre maggiore interesse ai metodi e alle tecnologie per la raccolta del polline.

La produzione di polline come risorsa aggiuntiva in apicoltura

Nell'articolo pubblicato originariamente dalla rivista slovacca dedicata all'apicoltura e redatto dal professor Ing. Michal Mačička, CSc., desideriamo approfondire con gli apicoltori questo settore, spesso poco valorizzato. Per renderlo facilmente accessibile, abbiamo tradotto e adattato questo interessante testo nella nostra lingua, con la speranza che vi sia di stimolo per migliorare il rendimento economico dei vostri apiari e diversificare le fonti di reddito delle vostre attività apistiche.

Negli ultimi tempi, infatti, è aumentata anche presso di noi la richiesta commerciale di polline d'api, principalmente grazie alla domanda per l'allevamento industriale di bombi impiegati in impollinazioni professionali, dove attualmente si registrano consumi di decine di tonnellate. Anche l'impiego nutrizionale di polline, utilizzato come integratore proteico per l'uomo, sta crescendo. Molto modesta, invece, rimane la quantità del raccolto utilizzata dagli stessi apicoltori per migliorare lo sviluppo delle colonie d'api. È per questo motivo che sempre più apicoltori sono portati a interessarsi alle tecniche di raccolta del polline per uso commerciale. I prezzi di mercato di questo prezioso prodotto, infatti, possono contribuire in modo sostanziale a migliorare la redditività dell'azienda apistica, avvicinandosi spesso ai livelli di reddito garantiti dalla vendita del miele. Prelevando una quantità contenuta (3-5 kg l’anno per colonia), l’apicoltore riesce ad ottenere ricavi compresi fra 17 e 30 €, cifra che in circostanze particolarmente favorevoli può salire ulteriormente.

L’obiettivo principale di questo testo è aiutare gli allevatori a comprendere meglio le potenzialità economiche legate alla produzione e vendita del polline. Ogni apicoltore deve valutare specificamente le proprie condizioni, ma se intende impegnarsi in questa attività, deve prepararsi già durante l'autunno e l'inverno, periodo ideale per assemblare le trappole per polline, acquisire nuove attrezzature e stringere accordi con i compratori interessati.

Durante la fioritura degli alberi da frutto, una buona famiglia di api può portare quotidianamente negli alveari 150-200 g di polline. Durante la fioritura della colza, la raccolta giornaliera raggiunge spesso anche i 500 g da parte di colonie forti e ben gestite. Apicoltori esperti e professionali, infatti, sono arrivati già oggi a raccogliere fino a 9-10 kg per sciame in un solo anno, una quantità che diventa significativa se paragonata alla normale produzione annua media di miele (circa 20 kg). Sono risultati importanti e promettenti per stimolare ogni allevatore a diversificare la propria attività.

Una famiglia sana e vigorosa utilizza mediamente 40-50 kg di polline all’anno per il proprio sviluppo. Pertanto, togliere alle api 3-5 kg annui, ovvero soltanto una minima percentuale del raccolto totale, non incide assolutamente sulla forza della colonia o sulla produzione di miele. Il dispositivo usato per raccogliere il polline dalle api di chiama trappola raccogli-polline (o "polline-trap").

Componenti principali della trappola raccogli-polline

1. Griglia di raccolta

È la parte posta all'ingresso, attraverso cui passano le api. Ha fori circolari generalmente di diametro 5 - 5,2 mm che permettono di far cadere le pallottole di polline dalle zampe posteriori delle api operaie senza causare alcun danno fisico alle api. Queste griglie moderne, realizzate generalmente di materiale plastico, sono ottime perché consentono il passaggio delle api anche con piccole quantità di polline, riducendo al minimo eventuali ripercussioni negative sulla famiglia d’api.

2. Griglia protettiva intermedia

Questa seconda griglia consente alle pallottole di polline di cadere liberamente nel contenitore di raccolta sottostante e impedisce contemporaneamente l’accesso alle api nella zona sottostante, prevenendo quindi la contaminazione e deterioramento del prodotto. Se prima erano diffuse griglie metalliche a maglia piccola, oggi vengono impiegate griglie con forma simile a una griglia escludiregina.

3. Contenitore del polline

La raccolta del polline avviene all’interno di un cassetto posto sotto la griglia intermedia. Il fondo è realizzato con una rete metallica a maglie di circa 1-2 mm che permette l’areazione e l'essiccamento dei granuli (pallottole) di polline appena raccolti, che contengono il 20-30 % d’acqua. È essenziale vuotare tale dispositivo ogni giorno o ogni due giorni, dipendendo dalla quantità di polline raccolto.

Posizionamento della trappola per polline

All’ingresso dell’arnia - fissaggio esterno all’alveare

  • Semplicità e costo contenuto.
  • Svantaggi: Necessita protezione dalle intemperie, può causare disorientamento delle api se posizionata durante il giorno e scomodità di lavoro per l'operatore.

Sul fondo dell’arnia – integrata nel fondo rialzato

  • Comodità d’uso, protezione dalle condizioni meteo avverse, facile gestione senza interferenza diretta con le api.
  • Svantaggi: Costi di produzione maggiori.

Conclusioni

Data la bassa remunerazione ormai sempre più usuale offerta per la vendita del miele, la produzione e il commercio del polline d’api rappresenta una valida alternativa e una risorsa economicamente interessante specialmente per aziende apistiche con almeno 20 arnie. Anche apicoltori più piccoli, tuttavia, possono organizzarsi formando gruppi di lavoro per facilitare l’accesso al mercato.

Articolo originale (versione slovacca) del professor Ing. Michal Mačička, CSc.

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