La Varroasi è una malattia infettiva delle api causata dall’acaro noto come Varroa destructor. Originario dell'India, dove le api locali mostrano una naturale resistenza, questo parassita rappresenta invece una grave minaccia per le api europee. La sua diffusione in Repubblica Ceca risale agli anni '70 del XX secolo. Questo parassita attacca sia le larve sia le api adulte, indebolendole significativamente attraverso la suzione dell’emolinfa. A causa della Varroasi, l'alveare è destinato gradualmente al declino; le api mature presentano deformazioni, la durata media della vita dell'ape è sensibilmente ridotta, a volte portando alla morte le famiglie d'api già durante l'inverno o addirittura in autunno nel caso di infestazioni severe.
La Varroasi è un'infestazione parassitaria delle api provocata dall’acaro Varroa destructor. Questo patogeno, originariamente coevoluto con l'ape asiatica (Apis cerana) è passato alle api europee (Apis mellifera) negli anni '60, diffondendosi rapidamente dall'Asia sudorientale e diventando una minaccia globale per tutte le colonie api.
La femmina fecondata del Varroa penetra nelle celle del favo immediatamente prima della loro opercolazione. Al suo interno, si sviluppano rapidamente giovani esemplari da uova deposte consecutivamente. Tipicamente, da una cella escono insieme alla vecchia femmina dalle 2 alle 6 femmine di Varroa appena nate. L’acaro preferisce invadere in particolar modo le celle dei fuchi, evitando invece normalmente le celle delle regine.
I parassiti provocano danni nutrendosi dell’emolinfa delle larve, pupe e api adulte, ottenuta continuando a perforare la superficie corporea.
La trasmissione avviene solitamente tramite api adulte o fuchi infetti, per mezzo di sciami vaganti o, situazione molto comune, durante azioni di saccheggio di alveari più deboli.
Questo acaro veicola inoltre altri patogeni, riducendo ancora di più la resistenza delle colonie.
I sintomi della Varroasi si dividono in tre fasi:
Fase iniziale: asintomatica, rilevabile solo tramite la presenza di acari nella diagnosi della caduta naturale invernale (mèl) o tramite fumigazione diagnostica.
Fase avanzata: presenza visibile di Varroa sul fondo dell’alveare e sulle cellette opercolate destinate ai fuchi.
Fase critica avanzata: presenza chiaramente visibile sugli individui adulti, sulle larve operaie, api giovani deformate (senza ali o con deformità al corpo), scomparsa rapida delle api tra agosto e ottobre, mortalità massiccia delle api durante l'invernale.
Uso dell'acido formico nella lotta contro la Varroasi
L'Acido formico è un trattamento efficace contro la Varroasi perché agisce anche sull'acaro presente nel favo opercolato, eliminando così anche diversi stadi immaturi del parassita. È il trattamento ideale nei mesi estivi, subito dopo il raccolto finale del miele e prima dell’allevamento della generazione invernale di api. Non lascia residui nocivi nel miele.
Periodo ottimale per l’applicazione dell'acido formico è tra luglio e agosto, subito dopo l’ultima smielatura.
Dosaggio consigliato:
Non applicare più di 2 ml di acido formico al 60% per ciascun favo coperto di api, ovvero circa 40 ml per colonia costituita da due melari.
Applicare preferibilmente con clima asciutto e temperature comprese tra 12° e 25°C (evitando temperature notturne che escano dal medesimo intervallo). Utilizzare sempre guanti protettivi, prestando attenzione per evitare contatto diretto con la pelle. Tenere sempre a portata di mano un contenitore d'acqua per il risciacquo accidentale.
Si consiglia di verificare l'efficacia dopo 1-2 settimane inserendo apposite tavole di caduta sotto l'alveare e conteggiando gli acari caduti. Se il numero rilevato è consistente, non sono necessari ulteriori trattamenti.
Consigli pratici per combattere la Varroasi:
- Coordinare le azioni di trattamento nella zona per garantire la massima efficacia.
- Monitorare le colonie nei dintorni e provvedere alla rimozione degli sciami selvatici.
- Controllare sempre il livello di infestazione con regolari diagnosi formative.
- Dotare gli alveari di tavole diagnostiche permanenti. Eseguire un prelievo domenicale della caduta degli acari tra fine giugno e metà settembre.
- Eliminare regolarmente le covate di fuchi opercolate.
- Rinnovare frequentemente le regine e creare colonie giovani attraverso nuclei e sciami artificiali.
- Non impiegare trattamenti chimici generici prima del termine della raccolta del miele; consentito solo acido formico.
- L’ultimo trattamento del ciclo annuale va eseguito tramite aerosol intorno al mese di dicembre, quando le api sono prive di covata, limitando così l'insorgenza della resistenza agli acaricidi.
Diagnosi attraverso la raccolta della „mèl“: Metodo fondamentale per diagnosticare il livello d’infestazione nel corso iniziale dell'anno mediante esame in laboratorio dei residui caduti dall’alveare durante l’inverno. Il materiale raccolto deve essere asciutto, privo di cadaveri di api o detriti da roditori, confezionato accuratamente e chiaramente etichettato.
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