Comprendere le proprie api rappresenta un grande vantaggio. Si ha sempre sotto controllo il loro stato di salute e si può reagire prontamente ad ogni cambiamento nella colonia. Il risultato è una famiglia forte e sana, che è una gioia osservare. Per moltiplicare questa soddisfazione, lo scorso anno ho deciso di costruire un monumentale tronco alveare. Non mi ero mai cimentato in qualcosa di simile e anche su internet non ho trovato alcuna guida dettagliata.
Nel periodo da aprile 2015 ad aprile 2016, gli apicoltori statunitensi hanno perso il 44% di tutte le colonie di api. Questo emerge dai risultati preliminari di un’indagine nazionale. Sia le perdite estive sia quelle invernali sono state superiori rispetto alla stagione precedente. Per il secondo anno consecutivo, le perdite estive negli USA si avvicinano a quelle riscontrate durante l’invernamento.
Nel mese di marzo si sciolgono gli ultimi residui di neve, la natura si risveglia dal letargo invernale e le colonie di api iniziano ad allevare nuove generazioni con estese aree di covata, segno del rinvigorirsi primaverile dell’alveare. Colonie in Svernamento: Anche gli apicoltori che mantengono le proprie api in zone più elevate attendono con ansia il primo volo di pulizia primaverile. Più tardivo è questo primo volo, più rappresenta un evento importante per l’apicoltore. La variabilità della data del primo volo evidenzia quanto siano diverse le condizioni naturali per l’apicoltura in Italia – tra le zone, la differenza può arrivare anche a un mese.
La propoli viene prodotta dalle api raccogliendo la resina dagli alberi e mescolandola con le secrezioni delle loro ghiandole. Le api trasportano la propoli nell’alveare tramite le cestelle presenti sulle zampe posteriori, nello stesso modo in cui trasportano il polline. Nell’alveare, la propoli viene utilizzata principalmente in due forme diverse. La prima forma è più fluida ed è impiegata dalle api per rivestire le pareti dell’alveare e altri suoi componenti, svolgendo una funzione disinfettante. La seconda è più densa ed è utilizzata per sigillare fessure, crepe e altre imperfezioni strutturali, così come per restringere le aperture d’ingresso e ridurre le correnti d’aria, soprattutto durante l’inverno. Le api selvatiche la utilizzano per isolare la cavità del nido.
La scelta del sito dove collocare gli alveari è una delle condizioni fondamentali per un apicoltore ed è spesso determinata dalla disponibilità di un determinato terreno, ottimizzando successivamente la disposizione delle arnie e l’orientamento dei porticine d’ingresso. Se si ha la possibilità di scelta, è preferibile uno spazio dove già dall’inizio della primavera si trovi una fonte d’acqua naturale a non più di 200 metri e, nel raggio di mezzo chilometro di volo, una flora diversificata e ricca...

























































































































































